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Archive for the ‘Siamoalverde’ Category

Quando viaggio, che sia un luogo vicino o lontano non conta, riesco sempre a trovare qualche prodotto o ingrediente particolare da portare a casa per sperimentare qualcosa di nuovo. Durante la recente gita a Varigotti, in Liguria, ho scovato un formato di pasta che non conoscevo, le foglie d’ulivo.

Nella stessa zona avevo già scoperto i singolari quanto deliziosi croxetti, che assomigliano a monete di antica forgia e che hanno una storia molto interessante.

Le foglie di ulivo sono un tipo di pasta artigianale caratteristico della Liguria, ma che si può trovare anche in Campania, Toscana e Puglia. Ce n’è di bianca e di verde, con aggiunta di spinaci nell’impasto, e si presenta ruvida e carnosa, adatta a sughi corposi e saporiti.

Io ne ho preparata una versione vegetariana e molto aromatica con le cipolle rosse di Tropea, che ben si sposa con la promozione di #siamoalverde.

Ingredienti per 2 persone:

160 gr di pasta foglie d’ulivo verde, 2 cipolle di Tropea, 1 rametto di rosmarino fresco, mandorle pelate, ricotta dura di pecora, olio evo

Per la cottura della pasta, seguire le indicazioni sulla confezione mentre per il condimento, procedere come segue. Aromatizzare l’olio evo lasciando soffriggere a fuoco basso il rosmarino, che poi si toglierà dalla pentola. Tagliare le cipolle a fette sottili e stufarle nell’olio, aggiungendo un po’ di vino bianco all’occorrenza. Verso fine cottura, aggiungere le mandorle tagliate grossolanamente, in maniera che donino croccantezza al piatto. Saltare nel condimento la pasta cotta al dente e servirla calda con la ricotta dura di pecora.

Il piatto è profumato ma delicato e come vino ho abbinato un Cortese doc del Piemonte.

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Per dare il mio contributo alla Week end Herbal Blogging, raccolta settimanale di ricette con erbe, fiori, frutta e verdure, ho pensato di proporre una sfiziosa ricetta per un risotto.

E’ un’iniziativa istituita nel 2005 da Kalyn, portata avanti dall’organizzatrice in carica Haalo, l’organizzatrice italiana Brii e dal blog ospite di questa settimana, quello di Simona’s Kitchen. Si adatta perfettamente anche all’iniziativa #siamoalverde, che ha lo scopo di portare più verdure sulle nostre tavole.

Per preparare i risotti utilizzo esclusivamente il riso Carnaroli dell’Azienda agricola Cascina Regina che reputo superiore agli altri e questa ricetta è stata arricchita da zenzero e foglie fresche di melissa, un abbinamento di ingredienti forse un po’ insolito ma dal risultato fresco ed aromatico.

Risotto verde profumato

ingredienti per 2 persone: 160 gr riso Carnaroli, 3 zucchine chiare, 1 pezzo di zenzero fresco, qualche foglia di melissa fresca, brodo vegetale, sale q.b.

 Grattugiare le zucchine e lo zenzero e lasciare insaporire in un cucchiaio di olio evo per qualche minuto. Aggiungere il riso, farlo tostare e coprire con il brodo caldo per portare a cottura. Tritare le foglie di melissa ed aggiungere al composto quasi alla fine.

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© Silvia Cecchi

Continua la rassegna di ricette per la Green revolution di #siamoalverde.

Quella di oggi è una realizzazione di Silvia Cecchi con cui condivido l’amore per le spezie e la convinzione che ne basti un poco per rendere un piatto semplice assolutamente speciale.

Verdure al ras el hanout

ingredienti per 2 persone: 2 carciofi, 2 patate, 1 cipolla dorata, 1 spicchio d’aglio,concentrato di pomodoro, olio ex vergine d’oliva, sale rosa, 2 cucchiaini di ras el hanout

Per questo tipo di ricette io preferisco usare la tajine ma una qualsiasi pentola in coccio può andar bene.

Scaldare l’olio con il ras, unire lo spicchio d’aglio intero, la cipolla, i carciofi e le patate. Salare e aggiungere il concentrato di pomodoro, un cucchiaio circa, precedentemente stemperato in mezzo bicchiere d’acqua.

Coprire e lasciare sul fuoco a fiamma bassa per 45 minuti. Considerare altri 15 minuti a fuoco spento per far riposare e fissare bene i sapori.

Potrete gustare queste verdure con la semola di cous cous come in foto, oppure con del pane integrale appena tostato.

NOTA: il ras el hanout è definito da qualche intenditore di spezie come ‘il meglio del droghiere’.

E’ una miscela di spezie usata in Marocco ma anche nel resto del nord Africa. Si prepara con cannella,chiodi di garofano,zenzero, noce moscata e cumino poi come tutte le miscele si può aggiungere un tocco personale. Ecco perché non si troverà mai un ras uguale in casa o al ristorante.

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Provate ad immaginare abili mani abituate a lavorare una semola dorata.

Con apparente semplicità, impastano, sgranano, mescolano l’acqua che vi è stata aspersa e continuano il lavoro fino ad ottenere delle piccole perline dal colore del sole d’Africa, un caldo giallo dorato.

Il risultato della lavorazione viene poi messo a cuocere in una nuvola di vapore proveniente dalla parte inferiore del taseksut, termine berbero per indicare il recipiente in cui viene cotta la semola per fare il cous cous.

La maggior parte delle persone è però abituata ad identificare il cous cous solamente come il piatto unico tipico del Marocco a base di carne, verdure e legumi.

Questa semola, invece, è adatta ad essere utilizzata anche per preparare piatti differenti, sfiziosi e a base di verdure, per rimanere a tema con #siamoalverde.

Le sue qualità nutrizionali sono le medesime del frumento. La differenza, rispetto agli altri suoi derivati, riguarda solamente la quantità di acqua assorbita durante la fase di cottura che nel cous cous può variare a seconda della lavorazione. Questo è un fattore importante perché condiziona l’indice di sazietà del piatto.

Io ho realizzato delle polpette che ho servito con una fresca insalata.

Far reidratare la semola in un recipiente capiente perché aumenterà notevolmente di volume. Nel frattempo saltare in padella peperoni, zucchine, cipolle o qualunque verdura desideriate tagliata a pezzetti con un po’ d’olio, un cucchiaino di berberè e sale q.b.

Quando le verdure saranno cotte ed il loro liquido sarà evaporato, frullatele insieme alla semola del cous cous. Formate delle polpette e cuocetele in forno fino a quando non risulteranno dorate.

Il termine berberè in amarico, lingua ufficiale dell’Etiopia, significa polvere di peperoncino rosso puro. Tuttavia la parola viene utilizzata anche per indicare una miscela di spezie molto piccante usata per accompagnare piatti di carne o verdura. Il mix è generalmente composto da cardamomo, zenzero, peperoncino, pepe nero, fieno greco, aglio e coriandolo ma, come ogni miscela di spezie, ognuno prepara la sua versione e non se ne trova mai una uguale all’altra.

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Il gruppo dei partecipanti alla green revolution  si sta ingrandendo e anche chi non ha un blog o un account Twitter desidera rendersi utile.

Così è stato per la mia amica Silvia Cecchi, del sito Racconti di viaggio,  che ha abbracciato la filosofia di #siamoalverde inviandomi questa ricetta primaverile e tutta verde!

Ingredienti per 4 persone:
 
4 zucchine, 1 cipolla dorata, sale aromatizzato alle erbe, mandorle pelate, pepe verde in grani, olio extra vergine d’oliva, 400 gr di pasta trafilata al bronzo, un cucchiaino di curcuma macinata
Preparazione:
 
Scaldare l’olio in padella e far rosolare le zucchine con la cipolla tagliate a fettine, poi aggiungere le mandorle, un pò di sale e il pepe in grani.
Nell’acqua di bollitura per la pasta oltre al sale versare un cucchiaino di curcuma in polvere.
Scolare la pasta al dente e saltarla in padella con il condimento ed un filo d’olio a crudo.
La curcuma e il pepe verde danno un tocco orientale ad un piatto di per sè molto semplice da fare.
Ricetta e foto di Silvia Cecchi

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Green revolution

Non potrei vivere senza verdura. Non ho preferenze particolari, mi piace utilizzare quella di stagione per preparare piatti gustosi.

L’altro giorno stavo twittando con altri blogger ed è emerso il fatto di quanto sia raro trovare nei ristoranti piatti a base di verdura.

Non parlo di banali contorni da accompagnare a succulenti arrosti ma a piatti completi, sufficienti a se stessi.

Non sono vegetariana e non ho nemmeno intenzione di diventarlo ma credo nei benefici di una sana alimentazione e l’elevato consumo di vegetali ne fa parte.

Credo che in tanti identifichino ancora l’idea di assumere verdura con il mangiare pallide ed insipide zucchine bollite o un’insalata.

Tante sono, invece, le preparazioni sfiziose e particolari che si possono mettere sulle nostre tavole, sia su quelle casalinghe che su quelle dei ristoranti.

A questo scopo abbiamo inventato un hashtag, #siamoalverde, che vi servirà per seguire anche su Twitter le nostre iniziative in merito.

Perciò oggi propongo una zuppa primaverile con patate glassate.

Nulla di più semplice, in questo periodo, che reperire verdi e giovani erbe di campo. Tarassaco, ortica, malva, verbena, timo. Ce ne sono tantissime e, se non le conoscete bene, evitate di raccoglierle, rivolgetevi invece ad un contadino che ne avrà certo un bell’assortimento.

Bollite semplicemente le verdure aggiungendo un po’ di zenzero fresco e frullate una volta cotto il tutto, aggiungendo un po’ di sale.

Bollite le patate, tagliatele a cubetti e passatele in padella dove avrete sciolto dello zucchero di palma in un poco di burro insaporendo con paprika dolce.

Gustate la zuppa calda ma non bollente con le patate che avrete sistemato precedentemente nel piatto di servizio.

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