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Archive for the ‘Spezie ed Erbe’ Category

Mi piace la cucina naturale, con pochi grassi e impreziosita dalle spezie. Così ho accettato volentieri la proposta di Cuki e Cannamela di realizzare una ricetta utilizzando i sacchetti forno con una spezia, che ho scoperto all’arrivo del kit: la curcuma.

I sacchetti Cuki non li avevo mai usati e devo dire che mi hanno piacevolmente sorpresa. Si possono usare in forno, nel microonde, nel congelatore o per cuocere a bagnomaria. Essendo trasparenti sono anche comodi per monitorare la cottura, a differenza dei cartocci in alluminio.

Invece non non mi dilungherò su questa meravigliosa radice dal colore dell’oro, se in polvere, e di un cielo limpido al tramonto, se fresca, perché ne ho già parlato molte volte. Voglio però ricordare che Cannamela acquista le spezie direttamente nei Paesi d’origine, garantendo la qualità del prodotto.

Per il mio scrigno di polpette ho utilizzato:

½ petto di pollo, 1 spicchio d’aglio, 3 zucchine, curcuma, sale qb, olio evo

Tagliare le zucchine a fette sottili per il lato lungo e lasciarle marinare una mezz’ora in un filo d’olio evo, un pizzico di sale e curcuma a piacere.

Nel frattempo frullate il petto di pollo con l’aglio, il sale e abbondante curcuma. Create una base con le zucchine all’interno del sacchetto Cuki, su cui adagerete delle piccole polpette fatte con l’impasto ottenuto precedentemente. Coprire con altrettante fette di zucchina, chiudere il sacchetto con l’apposito laccio e mettere nel forno preriscaldato a 200 °C per circa 30 minuti.

Piatto leggero e saporito, perfetto se accompagnato da riso basmati.

I blogger coinvolti nell’iziativa sono 30, per 30 giorni. Perciò domani scoprite cosa avrà realizzato La Cuoca Dentro. Se invece volete scoprire le ricette già pubblicate, visitate la pagina Cuki su Facebook.


Natural and spicy cooking

I like the natural cooking, low in fat and enriched with spices. So I gladly accepted the proposal of Cuki and Cannamela to create a recipe using the oven bag with a spice that I discovered at the arrival of the kit: turmeric.

I’ve never used before the Cuki bags and I must say I was pleasantly surprised. It can be used in the oven, microwave, freezer or cook in a water bath. Being transparent are also convenient to monitor the cooking, unlike the cones made of aluminum.

Instead, I will not talk about this wonderful root with the color of gold, if powder, and a clear sky at sunset, when fresh, because I have already spoken many times. But I want to remember that Cannamela buy spices directly in the origin countries, guaranteeing the quality of the product

For my meatballs box I used:

½ chicken breast, 1 garlic clove, 3 zucchini, turmeric, salt, extra virgin olive oil

Cut the zucchini into thin slices for the long side and leave to marinate for half an hour in a drizzle of extra virgin olive oil, a pinch of salt and turmeric to taste.
Meanwhile whisk the chicken breast with garlic, salt and plenty of turmeric. Create a base with the zucchini inside the Cuki bag, on which you will lay small meatballs made with the mixture above. Cover with as many slices of zucchini, close the bag with the neck strap and place in 200 degrees preheated oven for about 30 minutes.

Light and tasty recipe, perfect if accompanied by basmati rice.

Bloggers involved are 30, for 30 days. So tomorrow you will find out what made La Cuoca Dentro. If you want to discover the already published recipes, visit Cuki on Facebook.

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Mi piace l‘ortica. Ha un sapore deciso e delicato al tempo stesso. Delle sue proprietà benefiche ho già parlato un po’ di tempo fa in un post, perciò adesso mi concentrerò sull’altro ingrediente fondamentale nella ricetta che propongo oggi: le mandorle.

Normalmente vengono utilizzate nelle preparazioni dolci, mentre a me piace impiegarle nelle ricette salate. Ne fanno grande uso in Asia e in Marocco si trovano spesso nella tajine di pollo.

Ricche di proteine, sali minerali e vitamine sono da considerarsi un alimento completo. Le ho usate per preparare una mattonella vegetariana, da servire calda o a temperatura ambiente.

Mattonella di ortiche e mandorle

ingredienti: 150 g farina di ceci, 100 g fecola di patate, 1 uovo, ortiche saltate in padella, mandorle, lievito per preparazioni salate, acqua qb, sale qb

Sbattere l’uovo ed aggiungervi farina e fecola, amalgamando bene. Versare nel composto le ortiche precedentemente tritate, il sale, il lievito ed allungare con l’acqua necessaria per ottenere un composto liscio e cremoso. Sistemare le mandorle sul fondo della teglia e colarvi sopra l’amalgama. Cuocere in forno a 180° per circa 30 minuti o fino a quando non si è rassodato. Servire con pomodori, insalata o qualsiasi altra verdura di stagione.


Nettle for everyone

I like the nettle. It has a strong flavor and delicate at the same time. Of its beneficial properties I have already talked a little ‘time ago in a post, so now I will focus on the key ingredient in the recipe that I propose today: the almonds.

Usually they are used in sweet preparations, while I like to use them in savory recipes. Almonds are used in Asia and in Morocco are often found in chicken tajine.
Rich in protein, minerals and vitamins are considered a complete food.
I used them to prepare a vegetarian “tile”, to be served warm or at room temperature.

Tile of nettles and almonds

Ingredients: 150 g gram flour, 100 g potato starch, 1 egg, sautéed nettles, almonds, baking powder, water, salt

Beat egg and add flour and starch, mixing well. Pour into the nettles chopped, salt, baking powder and diluted with enough water to obtain a smooth and creamy mixture. Place the almonds on the bottom of the pan and pour above the mixture. Bake at 180 degrees for about 30 minutes or until it has hardened. Serve with tomatoes, lettuce or other season vegetables.

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Tornare alle tradizioni per realizzare un prodotto d’alta qualità. Così hanno fatto alla Lenti, azienda nata in Piemonte nel 1935, per il Lenti&Lode: prosciutto dalla cottura lenta, con l’aggiunta alla salamoia di una pregiata varietà di Marsala e impreziosito da 6 spezie. Il fresco coriandolo, il delicato alloro, il pungente chiodo di garofano, il riscaldante pepe, l’aromatico macis e il balsamico ginepro. Cottura al vapore in rete dopo un attento disossamento per lasciare la coscia intera.

Un tripudio di sapori e profumi, che si può ottenere solo da alimenti di qualità superiore, come insegna la ricetta della tradizione tramandata da nonno Lenti. Già quando ero piccola riuscivo a distinguere i diversi tipi di prosciutto cotto – la mia passione – acquistati in questo o quel negozio.

Di questo ho molto apprezzato la consistente quantità di grasso che si scioglie in bocca, ormai purtroppo difficile da trovare. Da gustare al naturale, ma anche utilizzabile per realizzare golose ricette. Così come abbiamo fatto durante il LentiLab presso la scuola di cucina torinese FoodLab.

Un racconto attraverso immagini, che a volte dicono molto più delle parole.

Raviolo di prosciutto con maionese al limone. All’interno una crema realizzata con prosciutto cotto, pane ammollato nel latte e parmigiano

Risotto con piselli e prosciutto croccante. Mantecato con panna montata.

Bistecca di prosciutto cotto con insalatina, fragole e anacardi tostati

Involtino di scamone con prosciutto cotto, salvia e parmigiano

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Sabato 12 maggio 2012 si svolgerà a Torino il LentiLab,  un evento per chi in cucina vede molto di più (cit). Sei pregiate spezie, utilizzate nella preaparazione dei prosciutti Lenti, abbinate ai 12 partecipanti. A me è stato assegnato l’alloro, pianta ricca di oli essenziali dalle proprietà rilassanti, antipiretiche e digestive. La mia metà in cucina per questo giorno (e amica di alloro) sarà Ambra de Ilgattoghiotto.

Questo è tutto ciò che per ora so a riguardo dell’evento, ma potrete scoprire di più seguendo l’hashtag #LentiLab su Twitter.

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Qualche tempo fa la cara amica Sandra di Un Tocco di Zenzero mi ha regalato un aromatico blend di spezie, che avevo già assaggiato ed apprezzato nella cucina mediorientale, ma che non avevo ancora trovato da acquistare in Italia.

Baharat in arabo significa semplicemente “spezia” e in questo caso indica un mix, che varia in ogni Paese e in ogni famiglia. Il profumo è fortemente aromatico, caldo e avvolgente, mentre al palato risalta soprattutto la nota piccante. Il colore, invece, è quello della terra arsa dal sole del Medio Oriente durante la stagione estiva.

Le spezie principali da cui è composto il baharat sono: noce moscata, cannella, aglio, coriandolo, cardamomo, peperoncino, pepe nero, cumino e chiodi di garofano. In Turchia si aggiungono sumak e menta, mentre in nord Africa viene arricchito da petali di rosa essiccati.

La miscela ha proprietà digestive ed è fonte di vitamine A, C e di ferro. Oltre a tutto ciò è anche molto buona ed io l’ho utilizzata per preparare un cous cous veloce vegetariano.

Ingredienti: cous cous, zucchine, asparagi di media grandezza, carote, cipolla, mandorle intere, baharat, olio evo, sale qb

Coprire la semola di cous cous di acqua calda e lasciare reidratare il tempo necessario. Nel frattempo, tagliare le verdure e saltarle in padella con il baharat e le mandorle.

Quando il cous cous sarà gonfio, versarlo sulle verdure e saltare il tutto aggiustando di sale. Semplice ma prelibato, proprio come la terra da cui proviene.


Some time ago my dear friend Sandra of the blog Un Tocco di Zenzero gave me an aromatic blend of spices, which I had already tasted and appreciated in Middle Eastern cuisine, but had not yet found to be purchased in Italy.

Baharat in Arabic simply means “spice” and in this case is a mixture, which varies in each country and in every family. The scent is very aromatic, warm and snug, at the taste you can feel the spicy note. The color, however, is similar to the land burned by the sun of the Middle East during the summer season.

The main spices which make up the baharat are: nutmeg, cinnamon, garlic, coriander, cardamom, chilli, black pepper, cumin and cloves. In Turkey, sumac and mint are added, while in North Africa is enriched with dried rose petals.

The mixture has digestive properties and is a source of vitamins A, C and iron. In addition to all, this is very good and I have used it to prepare a quick vegetarian couscous.

Ingredients: couscous, zucchini, asparagus medium sized, carrots, onions, almonds, baharat, extra virgin olive oil, salt to taste

Cover the couscous semolina with warm water and let rehydrate the time necessary. Meanwhile, chop the vegetables and fry in a pan with the baharat and almonds.
When the couscous is swollen, pour over the vegetables and stir fry, seasoning with salt.

Simple but delicious, just like the territory which it comes from.

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foto di giustodueparole.it

Verde come un prato a primavera, il tè matcha mi mette di buon umore. Prodotto dalle foglie cotte a vapore, essiccate e polverizzate, viene normalmente utilizzato in Giappone per la cerimonia del tè. La sua storia risale a più di 1000 anni fa e ancora oggi è tra i più pregiati tè verdi al mondo, perché grazie al tipo di lavorazione cui viene sottoposto è forse il più ricco di vitamine e principi salutari. Ho imparato ad apprezzarne le potenzialità al WabiSabiCulture, si dice che chi lo consuma sia pieno di gioia e devo dire che a me fa proprio questo effetto.

Straordinariamente bello da guardare, al tatto è impalpabile come borotalco, il profumo è fresco e assumerlo solamente come bevanda trovo che sia non rendergli l’onore che merita.

E’ uno dei tè d’ombra, in quanto le coltivazioni vengono coperte con le tipiche stuoie di bambù in modo che le foglie possano trattenere più clorofilla possibile.

Il matcha di maggiore qualità arriva dall’area di Uji Tawara, che presenta le condizioni ideali per la sua coltivazione: clima nebbioso, colline dal dolce declivio e una buona escursione termica tra giorno e notte. Fa bene al cuore, alle ossa, rafforza il sistema immunitario ed è un ottimo digestivo ma, aspetto fondamentale, è anche tremendamente buono.

Lo mangio mescolato allo yogurt, spolverizzato sulla frutta o per marinare la carne, come in questo caso.

Si può scegliere di utilizzare qualsiasi tipo di carne o pesce. Per questa ricetta ho scelto carne di maiale di maiale, che ho lasciato marinare per 3 ore in una miscela di matcha e sake ed ho poi cotto in padella con la sola aggiunta di olio di arachide, qualche grano di pepe verde e  sale rosa dell’Himalaya.


 Matcha, a tea good to eat

Green as a meadow in spring, matcha tea makes me happy. Made from steamed, dried and pulverized leaves, is normally used in Japan for the tea ceremony. Its history dates back over 1000 years ago and today is among the finest green teas in the world, because it is perhaps the richest in vitamins and healthful. I learned to appreciate the potential at WabiSabiCulture and it is said that those who consume it is full of joy and I must say that I did just that effect.

Extraordinarily beautiful to look at, fine to touch as talcum powder, the scent is fresh and I thinnk that take it only as a drink does not make the honor it deserves.

Matcha is one of the tea of shadow, because the crops are covered with the typical bamboo mats so the leaves may retain more chlorophyll.

The higher quality matcha comes from the Uji Tawara, presenting ideal conditions for cultivation: foggy weather, gently sloping hills and a good temperature range between day and night. It’s good for the heart, bones, strengthens the immune system and is an excellent digestive, but fundamental, it is also tremendously good.
I eat it mixed with yogurt, sprinkled on fruit or for marinating the meat, as in this case.

You can choose to use any type of meat or fish. For this recipe I chose skewers of pork, which I left to marinate for 3 hours in a mixture of matcha and sake, and I then cooked in a pan with the addition of peanut oil, few grains of green pepper and Himalayan pink salt.

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Originaria dell’Europa centrale e meridionale hanno sempre parlato di lei come un qualcosa di pericoloso, addirittura tossico. A guardarla ha un colore verde spento, tendente al grigio ed al tatto risulta morbida perché ricoperta di una sottile peluria. Certo, sentirne parlare così non invoglia a farne la conoscenza ma in tempi passati con lei si accompagnavano scrittori e pittori, ne erano addirittura soggiogati.

Artemis era la dea greca della natura, dei boschi e della caccia ma sono in pochi a chiamarla secondo la denominazione scientifica, la conoscono tutti con l’appellativo di fata verde. Per un lungo periodo l’assenzio è stato vietato in molti Paesi perché considerato tossico e per porre un freno al suo uso diffuso nell’800 francese.

Nei trattati sulla preparazione dell’assenzio giunti fino ad oggi si dice che venisse prodotto solamente per distillazione per poi essere bevuto puro come medicinale o allungato come bevanda, modalità ereditata dai soldati francesi in Algeria che avevano l’abitudine di disinfettare le acque malsane con l’assenzio. Poco dopo si iniziò a consumarlo addolcito con sciroppo e poi, negli anni 30 del XIX secolo, a consumarlo con una zolletta di zucchero.

E’ rappresentato anche sul quadro di Degas ‘L’Absinthe’, un olio sul tela ambientato a Parigi nel Café de la Nouvelle Athènes a Pigalle che raffigura l’attrice Ellen Andrée e l’incisore Marcellin Desboutin con i volti inebetiti dal consumo di assenzio, in mostra nella bottiglia sistemata sul vicino tavolo.

Io ne ho prodotto una versione non distillata, ovviamente, ma per infusione con le foglie di una pianta che mi è stata regalata qualche tempo fa. Per tradizione viene tagliato con l’anice ma è una spezia che apprezzo poco, soprattutto nei liquori. Le foglie fresche di menta e melissa, invece, danno una nota fresca davvero piacevole mantenendo le proprietà digestive dell’anice.

La ricetta è simile a quella del liquore al cardamomo ma le dosi sono alla vostra fantasia, io sono un’alchimista e non seguo regole precise.

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