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Archive for the ‘Varie’ Category

Lemuria non a caso

Credo sempre di più che le cose non accadano per caso. Qualche settimana fa ho partecipato, un po’ per gioco, al contest indetto dal blog The Colours of My Closet al cui vincitore sarebbe spettata la singolare maglia a triangolo di Lemuria, azienda umbra dallo stile inconfondibile.

La linea cui fa riferimento questo indumento in particolare si chiama Libero Arbitrio, perché ogni capo può essere indossato in modi differenti. Da una maglia si può ottenere un mini abito, una gonna o una maglia diversa dalla prima. Grazie a due clip semplici da usare e al cd illustrativo è facile diventare stilisti di se stessi.

Il capo ideale per chi, come me, deve avere sempre la valigia pronta. Versatile, leggero e pratico, realizzato in un tessuto morbido e confortevole.

Il premio, dato che sono stata una delle due vincitrici del contest, è arrivato ieri giusto in tempo per venire con me in California.

Un viaggio stampa improvviso, che mi permetterà di scoprire l’utilità di un capo così originale.

Grazie Lemuria.


Lemuria, not by chance

More than ever i think that things do not happen by accident. A few weeks ago I attended a little ‘for fun, the contest organized by the blog The Colours of My Closet to the winner which was responsible for the unique triangular shirt of Lemuria, an Umbrian company with a unique style.

The line referred to this garment in particular is called Libero Arbitrio (free will), because each piece can be worn in different ways. From a shirt you can get a mini dress or a skirt or …
The ideal garment for those who must always have the suitcase ready, as me. Multifunctional , lightweight and practical, made of a soft and comfortable tissue.

The award, infact I was one of two winners of the contest, arrived yesterday just in time to come with me to California.

A sudden press trip, which will allow me to discover the usefulness of a dress so original.

Thank you Lemuria.

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Tornare alle tradizioni per realizzare un prodotto d’alta qualità. Così hanno fatto alla Lenti, azienda nata in Piemonte nel 1935, per il Lenti&Lode: prosciutto dalla cottura lenta, con l’aggiunta alla salamoia di una pregiata varietà di Marsala e impreziosito da 6 spezie. Il fresco coriandolo, il delicato alloro, il pungente chiodo di garofano, il riscaldante pepe, l’aromatico macis e il balsamico ginepro. Cottura al vapore in rete dopo un attento disossamento per lasciare la coscia intera.

Un tripudio di sapori e profumi, che si può ottenere solo da alimenti di qualità superiore, come insegna la ricetta della tradizione tramandata da nonno Lenti. Già quando ero piccola riuscivo a distinguere i diversi tipi di prosciutto cotto – la mia passione – acquistati in questo o quel negozio.

Di questo ho molto apprezzato la consistente quantità di grasso che si scioglie in bocca, ormai purtroppo difficile da trovare. Da gustare al naturale, ma anche utilizzabile per realizzare golose ricette. Così come abbiamo fatto durante il LentiLab presso la scuola di cucina torinese FoodLab.

Un racconto attraverso immagini, che a volte dicono molto più delle parole.

Raviolo di prosciutto con maionese al limone. All’interno una crema realizzata con prosciutto cotto, pane ammollato nel latte e parmigiano

Risotto con piselli e prosciutto croccante. Mantecato con panna montata.

Bistecca di prosciutto cotto con insalatina, fragole e anacardi tostati

Involtino di scamone con prosciutto cotto, salvia e parmigiano

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Sabato 12 maggio 2012 si svolgerà a Torino il LentiLab,  un evento per chi in cucina vede molto di più (cit). Sei pregiate spezie, utilizzate nella preaparazione dei prosciutti Lenti, abbinate ai 12 partecipanti. A me è stato assegnato l’alloro, pianta ricca di oli essenziali dalle proprietà rilassanti, antipiretiche e digestive. La mia metà in cucina per questo giorno (e amica di alloro) sarà Ambra de Ilgattoghiotto.

Questo è tutto ciò che per ora so a riguardo dell’evento, ma potrete scoprire di più seguendo l’hashtag #LentiLab su Twitter.

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O vecchi castelli

carcasse fatiscenti,

degradanti contenitori

di fasti antchi,

perché vi svuotate

anche dei vostri fantasmi?

La sabbia del deserto

spostata dai venti

va a colmare,

polvere di tempo,

i vuoti abissali degli uomini

e delle cose.

Angelo Roberto Campiselli– Jesailmer 1991

Leggi anche i miei racconti sul Rajasthan

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A piedi per il mondo

Chiudermi la porta di casa alle spalle e partire per un viaggio a piedi è uno di quei sogni che tengo nel cassetto, sperando di poterlo realizzare un giorno.

Mi ha sempre affascinata come idea e se avessi il tempo necessario la metterei in pratica subito.

Non mi riferisco a un itinerario canonico come può essere il Cammino di Santiago, ma vorrei vagabondare senza meta alla ricerca di luoghi e persone da scoprire, che si possono incontrare solo se si dà loro modo di manifestarsi.

Vorrei avere la possibilità di vedere il mondo da un altro punto di vista, attraverso gli occhi di un pellegrino alla ricerca di qualcosa. Non è certo l’aspetto religioso quello che mi interessa, ma quello emozionale.

Grazie al mio stile di viaggio ho spesso la fortuna di conoscere persone ed entrare nelle loro case: i signori Ata vicino a Dara o il musicista a Udaipur. Oltre a loro molti altri mi hanno accolta come se fossi una parente che non vedevano da tempo o semplicemente hanno dedicato qualche minuto per capire chi fossi.

Ma se viaggiassi a piedi credo che troverei ancora più persone disposte ad interagire con me e chissà quante storie avrei poi da raccontare. Mi piace scrivere di vita vissuta, non immaginata ed è questo uno dei motivi per cui viaggio. Non invento racconti e non romanzo avvenimenti. Narro esperienze, anche altrui, grazie all’empatia che si crea tra individui che riescono a capirsi anche solo con un gesto, perché le emozioni e la sensibilità non hanno nazionalità o religione.

Se avessi il tempo preparerei lo zaino, calzerei le mie fedeli Teva e chiuderei la porta. Direzione? Ovviamente sud-est…



Travel on foot

Shut the door behind me and begin a journey on foot is one of those dreams that I left behind, hoping to realize it, one day.

This idea has always fascinated me and if I had the time I put it into practice immediately.
I am not referring to a classical route as the Way of Santiago, but I would wander aimlessly in search of places and people to discover, opportunities that may happen if you give them a way to manifest.

I wish I had the opportunity to see the world from another point of view, through the eyes of a pilgrim in search of something. Certainly it’s not the religious aspect that interests me, but the emotional part of a trip.

Thanks to my style of travel I am often lucky enough to meet people and get into their houses: Messrs. Ata near Dara or the musician in Udaipur. Many other people welcomed me as if I were a relative who is not seen for some time or simply have spent a few minutes to figure out who I was.

But if I traveled on foot I’d find more people willing to interact with me and…how many stories I could tell later! I like to write about real life, not imagined, and this is one of the reasons why I travel. I do not invent stories or novel. I tell about experiences, thanks to the empathy that is created between individuals who understand each other even just with a gesture, because the emotions and sensitivities have no nationality or religion.

If I had time I would prepare the backpack, I would put on my faithful Teva shoes and would close the door. Direction? Obviously the south-east …

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Arriva finalmente a Torino il Taste&Match, l’evento che si è già svolto con successo a Roma, Milano e Venezia. Otto foodblogger che prepareranno i piatti da abbinare ad altrettanti vini selezionati da Fernando di Winexplorer, organizzatore dell’evento.

L’appuntamento è per giovedì 5 aprile 2012 nei bellissimi spazi di Qubì, via Parma 75/c Torino.

Una cena informale durante la quale i partecipanti potranno assaggiare 2 antipasti, 2 primi, 2 secondi e 2 dolci degustando il vino adatto ad ognuno, con l’opportunità di conoscerci e parlare di buon cibo e ottimo vino.

Oltre a me, che preparerò uno dei secondi piatti, le altre componenti del team saranno:

Il costo della serata è di 30 €, la prenotazione è obbligatoria e vi conviene affrettarvi, perché il numero dei partecipanti è limitato!

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Durante l’ultima edizione della BIT ho assistito a una conferenza sui blogger nel turismo. Al termine mi sono ripromessa di scrivere la mia opinione sulle questioni affrontate, una fra tutte: la differenza tra blogger e giornalisti. Poi sono trascorsi i giorni e il lavoro mi ha travolta facendo passare in secondo piano la questione, che però è stata riportata alla mia mente dal post di Federica Piersimoni sui blog tour.

Durante il dibattito in BIT sì è detto che le differenze fondamentali tra blogger e giornalisti sono il fatto che i primi postano live anche durante gli educational organizzati dalle destinazioni e che solo loro parlano conoscendo direttamente un luogo, mentre spesso i giornalisti scrivono a tavolino e pubblicano solo molto tempo dopo essere tornati dal viaggio.

Il mio punto di vista sulla faccenda, rifacendomi esclusivamente alla mia esperienza, è il seguente:

  • sono una blogger e scrivo per una testata giornalistica ma non sono una giornalista (sono un ibrido insomma): non posto mai live perché ho bisogno di metabolizzare esperienze ed emozioni per poterle raccontare con piglio da narratrice. Quindi? A che categoria appartengo? Inoltre, per quanto riguarda i giornali, spesso bisogna attenersi a tempistiche redazionali che non dipendono da chi scrive.

  • Viaggio…eccome se viaggio. Diciamo che se il tetto di casa dovesse sfondarsi difficilmente mi cadrebbe in testa. Ma siete sicuri che tutti i blogger siano anche dei viaggiatori e parlino solo di quello che conoscono direttamente?

  • Non invado la rete e i social con foto, commenti e video perché è una modalità che non trovo né utile né piacevole per il lettore….per questo non sono una blogger ma una ‘giornalista’?

Il problema di base, secondo me, è che bisogna iniziare a guardare la qualità di quello che si scrive o si organizza. E’ necessario selezionare e distinguere le persone solamente per capacità, e poi convivere e magari cooperare.

Mi sono sempre chiesta per quale motivo in Italia il farmacista ce l’abbia con l’erborista, l’ottico con l’oculista, il ragioniere con il commercialista e… il blogger con il giornalista (e viceversa).

Avete mai provato a collaborare davvero con qualcuno? E’ bello e porta molte soddisfazioni, basta che alla base di tutto ci siano preparazione e professionalità.

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