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Aria di relax

Folegandros – copyright Giovanni Tagini

Tempo fa vi avevo chiesto consigli su dove andare in vacanza, perché anche io, che viaggio per mestiere, a volte sono a corto di fantasia. Quest’anno in particolare è stato molto ricco di eventi ed impegni, perciò ho finalmente deciso di prendermi del tempo per il relax ed il riposo.

Qualche libro da leggere, un taccuino per scrivere, il tablet per connettermi al mondo (non posso esimermi dal farlo) e la fotocamera. Infilo tutto nella capiente tracolla giunta da Zalando e via, parto alla volta della Grecia.

E’ questa, alla fine, la mia meta. Per prima cosa un paio di giorni in Salento poi il Peloponneso, che ho visto più di vent’anni fa e dove vorrei trovare qualche buon produttore di vino, e infine qualche tranquilla isola delle Cicladi.

Nessun programma, proprio come piace a me. Voglio andare dove mi conducono le situazioni vissute momento per momento e avere modo di farmi sorprendere dagli imprevisti.

Cosa troverò, forse, riuscirò a condividerlo con voi in diretta. Se non potrò, dovrete aspettare il mio ritorno.

NOTA: Tra le borse che Zalando mi ha proposto, ho scelto la tracolla Converse, utile a una globetrotter come me, ma la scelta è infinita…perdetevi tra i suoi prodotti.

Relax in the air

Some time ago I asked you tips on where to go on vacation because who travel for a living, as me, sometimes have no new ideas. For this year, in particular, that has been very full of events and commitments, I finally decided to take some time for relaxation and rest.

Some good books to read, a notebook to write, the tablet to connect to the world (I have to do it!) and my camera. I put everything in the large bag come from Zalando and I leave to Greece.

Finally this is my choice for summer holidays. First a couple of days in Salento (Apulia), then in the Peloponnese, that I saw more than twenty years ago and where I want to find some good wine producers, and finally in some quiet island of the Cyclades.

No program, just like I do. I want to go where I lead the situations lived moment by moment and have to be surprised by unexpected ways.

What shall I find, perhaps, be able to share it with you live. If I can not, you have to wait for my return.

NOTE: among the bags that Zalando offered me, I chose the strap Converse, helpful to a globetrotter like me, but the choice is endless … lose yourself in its products.

Dopo tanto lavoro è finalmente uscita TasteTurkey, la App che ho scritto per raccontare della gastronomia turca. Realizzata in collaborazione con Map2App, è utilizzabile su strumenti Apple e Android ed è disponibile in italiano e inglese. Semplice da usare, anche off line, è uno strumento utile per scoprire piatti e ingredienti che, non conoscendoli, non avreste avuto la tentazione di provare. Inoltre, consigli, curiosità, ristoranti da testare e molte foto dei miei viaggi. Le icone degli argomenti sono state personalizzate perché potessero rappresentare al meglio il Paese e, anche per questo, ringrazio molto i grafici di Map2App.

Come sapete, conosco bene la Turchia, che considero la mia seconda patria, perciò non mancheranno futuri aggiornamenti, per i quali ho già qualche idea gustosa.

Buon viaggio!

COSA DICONO DELLA APP:

TasteTurkey: the App about turkish cuisine

 After a long work is finally out TasteTurkey the App that I wrote to tell about Turkish cuisine. Produced in cooperation with Map2App, it can be used on Apple and Android advices and is available in Italian and English. Simple to use, even offline, is a useful tool to discover dishes and ingredients that, not knowing them, you would not have been tempted to try. Also, tips, suggestions, restaurants to be tested and many photos of my trips. The icons of the topics were tailored to could better represent the country and, for this, I want to thank Map2App graphics .

As you know, I know Turkey very well and I consider it my second homeland, so do not miss future updates, for which I have some tasty ideas.
Enjoy your trip!

With these shots I partecipate in the contest named “Capture the color“, hope you’ll like them.

The photo about the white was took in Mardin (Turkey). Walking down the street I saw an ajar door and I knocked to ask if I could see the garden. That child run into the wool lying in the sun and I he seemed beautiful to me.

The red shot refers to an hindu temple in Rajasthan. I was in the magic Jesailmer and I was fascinated by hundreds people praying and biding their gods. So exciting.

The blue is referred to Jodhpur. The old city is totally blue and walking among its small street is like to swim in the sea.

Here I was in Jaipur, where is simple to find pan masala sellers. These green leaves are seasoned with spices and chewed by all. The bad thing is that then they spit everywhere, leaving ugly red welts that look like blood.

The yellow sunflower was photographed in Kapadokya. There, there is the rose valley where you can find little vineyards, a wonderful landscape and few coloured flowers like this.

I wish that these bloggers want to participate in the contest: Sandra Salerno, Michela Simoncini, Giuseppe Trisciuglio, Rose Mel e Sara Querzola

Per chi viaggia o ha viaggiato in Africa almeno una volta con il proprio mezzo, Timbuctù rappresenta una meta misteriosa e affascinante che, nelle fantasie di ognuno, prima o poi dovrà essere raggiunta. Una città fatta di sabbia del colore dell’oro, che sembra doversi sciogliere alla prima pioggia. Avvolta da polvere impalpabile ed illuminata da un sole inclemente.

Chatwin diceva che di Timbuctù ne esistono due: una reale ed una mentale. Solo che se qualcuno non decide di salvarla, rimarrà purtroppo solamente più nell’immaginazione di noi viaggiatori.

Leggete anche questo post.


For those traveling or has traveled trough Africa at least once with their vehicles, Timbuktu is a mysterious and fascinating destination that, in the fantasies of every one, sooner or later have to be reached. A city made of sand of the color of gold, which seems to have to dissolve at the first rain. Surrounded by fine powder and illuminated by an unforgiving sun.
Chatwin said that there are two Timbuktu: one real and one in the mind. But if someone doesn’t decide to save it, the city will unfortunately only remain in the imagination of us travelers.

Ingredienti semplici e legati al territorio per raccontare come regioni diverse tra loro possono ritrovarsi a tavola assieme, in completa armonia.

Il pane nero è tipico del Trentino e, tornando da Rovereto, ne ho portato un po’ con me. La farina di segale è utilizzata al posto di quella bianca nelle zone montane perché più resistente all’aridità e ai climi più freddi. Ne ho scelto un tipo senza spezie aggiunte, infatti spesso contiene semi di cumino. Io ho preferito che il suo profumo fosse naturalmente aromatico, perché mi potesse ricordare il calore del sole estivo e la genuinità delle montagne.

La ricotta parla di Piemonte e, in particolare, della zona in cui vivo. A pochi passi da Torino, in estate, si vedono pascolare mucche placide in prati verdi punteggiati da fiori colorati. Questi animali producono un latte sano, nutriente e saporito, proprio come i formaggi che ne derivano.

Le spezie, raccontano la mia vita di viaggiatrice. Il ginepro è tipicamente mediterraneo, mi ricorda la Sardegna e le sue bacche contengono un olio dal profumo balsamico, che potete apprezzare schiacciando con le dita uno o più frutti. Anche il coriandolo affonda le sue origini nei paesi affacciati sul Mediterraneo, ma il suo profumo delicato ricorda l’arancio. Entrambe le spezie vengono utilizzate per aromatizzare liquori come il gin.

Infine il vino, che viene dal Veneto. Il Prosecco Colfòndo Bele Casel è gentile ed armonioso al palato, insolito alla vista: torbido, ma nel suo caso non è una colpa. La sua esistenza e il suo valore, infatti, sono strettamente legati ai lieviti lasciati nella bottiglia fino al momento del consumo. Lieviti naturali e rifermentazione in bottiglia, come si faceva una volta.

Crostini speziati alla ricotta

Soffriggere velocemente le bacche di ginepro e coriandolo in un po’ di olio evo e passarvi, da entrambi i lati, il pane di segale tagliato a fette non troppo spesse. Lavorare la ricotta con sale integrale, poco olio di argan (che sa di nocciola), del pepe macinato fresco e sistemarla sul pane a ciuffi o semplicemente spalmandola.


Food & Harmony

 

Simple ingredients tied to the territory to tell how different regions can meet each other at the table together, in complete harmony.

The black bread is typical of Trentino and, returning from Rovereto, I brought a little with me. The rye flour is used in place of the white in mountain areas because it is are more resistant to drought and cold climates. I chose a type with no added spices, infact often it contains cumin seeds. I preferred that the aromatic scent was natural, because I could remember the warmth of summer sun and the genuineness of the mountains.

Ricotta comes from Piedmont and, in particular, from the area where I live. A short walk from Turin, in the summer, you see cows grazing in a placid green meadows dotted with colorful flowers. These animals produce healthy, nutritious and tasty milk just like the cheese derived from it.

 

The spices tell about my life of traveller. The juniper is typically Mediterranean, reminds me of Sardinia and its berries contain an oil with a balsamic fragrance, which you can enjoy squeezing one or more fruits. The coriander has its origins in the countries bordering the Mediterranean, but its delicate scent reminiscent of orange. Both spices are used to flavor liqueurs such as gin.

Finally, the wine, which comes from the Veneto. Bele Casel Prosecco Colfòndo is gentle and harmonious at the palate, unusual at sight: muddy, but in this case is not a fault. Its existence and its value, in fact, are closely related to the yeast left in the bottle until it is consumed. Natural yeasts and fermentation in the bottle, as once did.

 

Spiced ricotta croutons

Fry quickly juniper and coriander berries in a little ‘extra virgin olive oil and spend, on both sides, rye bread, cut into slices not too thick. Mix the ricotta with whole salt, a little argan oil (that tastes of nuts), fresh ground pepper and place on bread.

 

Mi piace la cucina naturale, con pochi grassi e impreziosita dalle spezie. Così ho accettato volentieri la proposta di Cuki e Cannamela di realizzare una ricetta utilizzando i sacchetti forno con una spezia, che ho scoperto all’arrivo del kit: la curcuma.

I sacchetti Cuki non li avevo mai usati e devo dire che mi hanno piacevolmente sorpresa. Si possono usare in forno, nel microonde, nel congelatore o per cuocere a bagnomaria. Essendo trasparenti sono anche comodi per monitorare la cottura, a differenza dei cartocci in alluminio.

Invece non non mi dilungherò su questa meravigliosa radice dal colore dell’oro, se in polvere, e di un cielo limpido al tramonto, se fresca, perché ne ho già parlato molte volte. Voglio però ricordare che Cannamela acquista le spezie direttamente nei Paesi d’origine, garantendo la qualità del prodotto.

Per il mio scrigno di polpette ho utilizzato:

½ petto di pollo, 1 spicchio d’aglio, 3 zucchine, curcuma, sale qb, olio evo

Tagliare le zucchine a fette sottili per il lato lungo e lasciarle marinare una mezz’ora in un filo d’olio evo, un pizzico di sale e curcuma a piacere.

Nel frattempo frullate il petto di pollo con l’aglio, il sale e abbondante curcuma. Create una base con le zucchine all’interno del sacchetto Cuki, su cui adagerete delle piccole polpette fatte con l’impasto ottenuto precedentemente. Coprire con altrettante fette di zucchina, chiudere il sacchetto con l’apposito laccio e mettere nel forno preriscaldato a 200 °C per circa 30 minuti.

Piatto leggero e saporito, perfetto se accompagnato da riso basmati.

I blogger coinvolti nell’iziativa sono 30, per 30 giorni. Perciò domani scoprite cosa avrà realizzato La Cuoca Dentro. Se invece volete scoprire le ricette già pubblicate, visitate la pagina Cuki su Facebook.


Natural and spicy cooking

I like the natural cooking, low in fat and enriched with spices. So I gladly accepted the proposal of Cuki and Cannamela to create a recipe using the oven bag with a spice that I discovered at the arrival of the kit: turmeric.

I’ve never used before the Cuki bags and I must say I was pleasantly surprised. It can be used in the oven, microwave, freezer or cook in a water bath. Being transparent are also convenient to monitor the cooking, unlike the cones made of aluminum.

Instead, I will not talk about this wonderful root with the color of gold, if powder, and a clear sky at sunset, when fresh, because I have already spoken many times. But I want to remember that Cannamela buy spices directly in the origin countries, guaranteeing the quality of the product

For my meatballs box I used:

½ chicken breast, 1 garlic clove, 3 zucchini, turmeric, salt, extra virgin olive oil

Cut the zucchini into thin slices for the long side and leave to marinate for half an hour in a drizzle of extra virgin olive oil, a pinch of salt and turmeric to taste.
Meanwhile whisk the chicken breast with garlic, salt and plenty of turmeric. Create a base with the zucchini inside the Cuki bag, on which you will lay small meatballs made with the mixture above. Cover with as many slices of zucchini, close the bag with the neck strap and place in 200 degrees preheated oven for about 30 minutes.

Light and tasty recipe, perfect if accompanied by basmati rice.

Bloggers involved are 30, for 30 days. So tomorrow you will find out what made La Cuoca Dentro. If you want to discover the already published recipes, visit Cuki on Facebook.

La sua voce a volte sembrava un canto, ma il più delle volte era una carezza che sfiorava l’anima di tutti coloro che la ascoltavano. Il lento oscillare del Dalai Lama mentre spiegava gli insegnamenti è riuscito ad ipnotizzare una platea di migliaia di persone, bambini compresi, che per ore non hanno emesso alcun suono.

Tanti gli insegnamenti buddisti di cui ha parlato, in inglese e tibetano, ma quello di importanza fondamentale è l’invito ad usare l’intelligenza in maniera opportuna, che però da sola non basta. Deve essere affiancata dal buon cuore, dall’amore e dalla consapevolezza del non dover mai fare del male a qualcuno, né con i fatti né con le parole.

L’intelligenza deve essere usata per osservare le situazioni, analizzarle, valutarle da diversi punti di vista per vederle nella realtà, non secondo l’immagine di esse che noi abbiamo creato. Uno stimolo alla cooperazione evitando il conflitto e alla meditazione per eliminare la sofferenza perché tutti abbiamo il diritto ad essere felici. Concetti che sono un po’ diversi dalla visione occidentale, ma che il Dalai Lama è riuscito a spiegare adattandoli alla nostra realtà.

Mentre Sua Santità parlava in tibetano, mi ha colpita in modo particolare un suono: RAM. Non conosco la lingua e non so per certo a cosa fosse riferito in quel contesto, però ogni volta che quel suono veniva emesso ho sentito vibrazioni diverse ed ho investigato sul suo significato.

RAM è uno dei suoni utilizzati nei mantra; corrisponde al terzo chakra e al colore giallo ed è associato alla necessità di controllare lo stress trasformandolo in energia positiva.

Sarà certo una coincidenza, ma a me piace pensare che questo sia l’insegnamento che il Dalai Lama ha lasciato proprio a me.


Dalai Lama: hypnotic wisdom

His voice sometimes seemed like a song, but most times it was a caress that touched the soul of all who listened. The slow rocking of the Dalai Lama while he explained Buddhist teachings has managed to mesmerize an audience of thousands of people, including children, who for hours have no sound.

Many were the Buddhist teachings of which he spoke in English and Tibetan, but the most important is the invitation to use intelligence in a timely manner, but alone it is not enough. Must be accompanied by a good heart, love and awareness that you never have to hurt someone, as with facts as with words.

Intelligence must be used to observe the situation, analyze it, evaluate it from different points of view to see them in the reality of facts, not according to the image of them that we have created. A stimulus to cooperation avoiding conflict and meditation to eliminate suffering because we all have the right to be happy. Concepts that are a little bit different from the Western view, but that the Dalai Lama was able to explain adapted to our life.

While His Holiness spoke in Tibetan, struck me in particular a sound: RAM. I don’t know the tibetan language and I don’t know for sure what was reported in that context, but every time I heard that sound I felt a different vibration and I investigated about its meaning.

RAM is one of the sounds used in mantras; corresponds to the third chakra and the color yellow and it is associated with the need to control stress, transforming it into positive energy.

It is certainly a coincidence, but I like to think that this is the teaching that the Dalai Lama has left to me.

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