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Trentino e blog

Lunedì 18 giugno 2012 sarò a Rovereto per esporre il mio punto di vista su blog e blogger. Se qualcuno è da quelle parti, non manchi l’appuntamento. I giorni a seguire, li dedicherò alla scoperta della zona…

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Tornare alle tradizioni per realizzare un prodotto d’alta qualità. Così hanno fatto alla Lenti, azienda nata in Piemonte nel 1935, per il Lenti&Lode: prosciutto dalla cottura lenta, con l’aggiunta alla salamoia di una pregiata varietà di Marsala e impreziosito da 6 spezie. Il fresco coriandolo, il delicato alloro, il pungente chiodo di garofano, il riscaldante pepe, l’aromatico macis e il balsamico ginepro. Cottura al vapore in rete dopo un attento disossamento per lasciare la coscia intera.

Un tripudio di sapori e profumi, che si può ottenere solo da alimenti di qualità superiore, come insegna la ricetta della tradizione tramandata da nonno Lenti. Già quando ero piccola riuscivo a distinguere i diversi tipi di prosciutto cotto – la mia passione – acquistati in questo o quel negozio.

Di questo ho molto apprezzato la consistente quantità di grasso che si scioglie in bocca, ormai purtroppo difficile da trovare. Da gustare al naturale, ma anche utilizzabile per realizzare golose ricette. Così come abbiamo fatto durante il LentiLab presso la scuola di cucina torinese FoodLab.

Un racconto attraverso immagini, che a volte dicono molto più delle parole.

Raviolo di prosciutto con maionese al limone. All’interno una crema realizzata con prosciutto cotto, pane ammollato nel latte e parmigiano

Risotto con piselli e prosciutto croccante. Mantecato con panna montata.

Bistecca di prosciutto cotto con insalatina, fragole e anacardi tostati

Involtino di scamone con prosciutto cotto, salvia e parmigiano

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Sabato 5 maggio 2012 si è svolto a Nizza Monferrato un evento per festeggiare i 10 anni dell’Associazione produttori del Nizza, ovvero una Barbera d’Asti Superiore prodotta in una zona che comprende pochi comuni intorno a Nizza Monferrato.

La produzione del Nizza è vincolata ad un disciplinare piuttosto rigido secondo cui, tra le altre cose, è necessario utilizzare il 100% di uve barbera ed ottenere una gradazione alcolica naturale minima (senza additivi aggiunti) di 13°, pena l’impossibilità di produrre la barbera per l’annata (come è successo nel 2002).

Al di là delle caratteristiche pregevoli o meno dell’annata 2009, la cui anteprima è stata fatta alla cieca nella mattinata di sabato, e delle peculiarità degli ultimi 10 anni di produzione verificate durante la degustazione verticale del pomeriggio, vorrei esprimere la personale opinione di una neofita del Nizza.

Non mi addentrerò quindi in analisi di colore, profumo più o meno di frutta rossa matura e acidità al palato, questo lo lascio agli esperti del settore.

Da parte mia vorrei però esprimere la mia posizione sulla questione della gradazione alcolica. La barbera degustata è stata criticata da qualcuno dei presenti a causa della sua alcolicità che, abbiamo detto, deve raggiungere i 13° gradi solo grazie agli zuccheri dell’uva. Pare infatti che di recente si sia sviluppata una scuola di pensiero che promuova i vini più leggeri, a costo di doverli manipolare chimicamente per abbassarne la gradazione.

A parte il fatto che io apprezzi i vini corposi prodotti nelle annate calde, quando il sole è riuscito ad esaltare tutti i profumi dolci un po’ caramellosi dell’uva, credo che sia necessario distinguere le tipicità di un vino e i gusti personali. Reputo importante apprezzarne la genuinità, soprattutto oggi che ci lamentiamo spesso delle manipolazioni in campo alimentare e che si verificano sempre più allergie e malattie dovute a ciò che ingeriamo.

Il vino, più di ogni altro prodotto agricolo, è lo specchio del territorio in cui viene prodotto. Ne rispecchia il terreno, l’esposizione al sole, la tradizione culturale e la tecnica di allevamento tipica del luogo.

Da un vino si possono capire ed imparare molte cose su chi lo produce e per questo motivo penso che gli si debba lasciar modo di esprimersi nella maniera più consona ed abituale, senza imporgli le cose da dire.

Quella di Nizza, nel cuore del Monferrato, è una zona votata alla vinificazione e potrebbe essere designata anche al turismo, se solo accogliesse gli estimatori dell’enogastronomia (sempre più numerosi) a braccia aperte e lasciasse che le sue belle colline dal dolce declivio incantassero i visitatori.

Il vino è il giusto punto di partenza per svelare un territorio ricco di natura rigogliosa, cultura e delizie da gustare, ma da solo non basta. Ci vuole impegno, come l’Associazione del Nizza sta dimostrando di avere.


Info: IlNizza

Orizzonte Nizza: wine and the land

On Saturday May 5 2012 was held in Nizza Monferrato an event to celebrate the 10th anniversary of the Association producers of Nizza, a Barbera d’Asti Superiore produced in an area that includes few municipalities around Nizza Monferrato.

The production of Nizza is bound to a strict requirements like, among other things, the use of 100% Barbera grapes and obtain a minimum natural alcohol content (no additives) at 13 °, without any possibility of producing Barbera for the year (as happened in 2002).

Beyond the valuable characteristics of the production of the year 2009, whose premiere was done blindly on Saturday morning, and the peculiarities of the last 10 years of the production tasted inthe afternoon, I would like to express a personal opinion about Nizza as a neophyte.

Then I will not go into analysis of color, the aroma more or less of ripe red fruit and acidity at the taste, this is up to the experts. But I would like to express my position on the issue about alcohol content. Durind the tasting the Barbera has been criticized by some attending for its alcohol content which, we said, should reach 13 degrees only with the grape sugars. It seems that recently has developed a school of thought that promotes the lighter wines, at the cost of having to manipulate chemically to lower the alcohol content.

Apart from the fact that I appreciate the wines with a strong flavour produced in hot years, when the sun is able to enhance all the flavors and a little sweet ‘candy of the grapes, I think it is necessary to distinguish the typical characteristics of a wine and the personal taste. I guess it is important to appreciate the authenticity, especially now that we often complain about manipulation in the food and occurring more and more allergies and diseases caused by what we eat.

The wine, more than any other agricultural product, is the mirror of the territory in which it is produced. It reflects the soil, sun exposure, the cultural tradition and the vine training system.

From a wine you can understand and learn many things about who produces it and this is the reason why I think that we should leave it free to tell us what it wants, without subjecting it what to say.

The Nizza area, in the heart of the Monferrato, is devoted to wine making and it could also be designated to tourism, if the locals only wellcome the estimators of enogastronomy (increasingly numerous) with open arms and let the gentle slope of the beautiful hills enchant visitors.
The wine is the perfect starting point to reveal a land full of lush nature, culture and delights to be enjoyed, but this is not enough. It takes commitment, such as the Association of Nizza is proving to have.

 

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Sabato 12 maggio 2012 si svolgerà a Torino il LentiLab,  un evento per chi in cucina vede molto di più (cit). Sei pregiate spezie, utilizzate nella preaparazione dei prosciutti Lenti, abbinate ai 12 partecipanti. A me è stato assegnato l’alloro, pianta ricca di oli essenziali dalle proprietà rilassanti, antipiretiche e digestive. La mia metà in cucina per questo giorno (e amica di alloro) sarà Ambra de Ilgattoghiotto.

Questo è tutto ciò che per ora so a riguardo dell’evento, ma potrete scoprire di più seguendo l’hashtag #LentiLab su Twitter.

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E’ buona norma abbinare ad ogni piatto il giusto vino, ma nel caso del Taste&Match accade il contrario. A noi foodblogger viene comunicato il vino per cui dobbiamo creare il giusto piatto.

Fernando di Winexplorer mi ha assegnato il Nero d’Avola Quignones dal colore rosso intenso e corposo al palato con profumi di frutta rossa.

Per un vino dal così forte carattere ho pensato di preparare un secondo piatto un po’ capriccioso, in modo che si compensassero.

Come a volte accade, indicherò gli ingredienti ma non le quantità perché questo è uno di quei casi in cui ognuno deve trovare la propria ricetta perfetta sperimentando.

Polpette piccanti a colori

Ingredienti: carne tritata di manzo e di maiale, pane raffermo, latte, berberè, brodo di verdura, lattuga, cipolle rosse, sale qb, olio evo

Ammollare il pane raffermo nel latte, strizzarlo bene e unirlo alla carne tritata, aggiustando di sale. Io preferisco frullare l’impasto in maniera che si formi una pasta morbida ed omogenea. Aggiungere il berberè secondo gusto, ricordando che è una spezia molto aromatica e piuttosto piccante. Formare delle polpette abbastanza grosse e metterle in una pentola (preferibilmente di terracotta), lasciandole brasare nel brodo vegetale per circa un’ora. Nel frattempo tagliare la lattuga e le cipolle, cuocere le verdure separatamente con un po’ d’olio e brodo. A fine cottura, salare e frullare fino ad ottenere due creme dense e liscie montandole aggiungendo dell’olio evo, come per fare la maionese. Servire la polpetta su un letto dall’effetto ottico creato con le due creme di verdura.

Leggi anche gli altri abbinamenti per Winexplorer


Spicy colored meatballs recipe

For a wine with strong character as the Nero d’Avola Quignones is, I decided to prepare a second dish a bit ‘naughty, so that it would compensate.

As sometimes happens, I will indicate the ingredients but not the quantity because this is one of those cases in which everyone must find an own perfect recipe testing.

Spicy colored meatballs

Ingredients: ground beef and pork, bread, milk, berberè, vegetable broth, lettuce, red onions, salt, extra virgin olive oil

Wet the bread with the milk, squeeze it well and add to ground beef, seasoning with salt. I prefer to blend the dough so it forms a smooth paste. Add berberè according to taste, remembering that it is a very aromatic spice and quite spicy. Shape into meatballs and place in a large enough pot (preferably earthenware), leaving them in the braising broth for about an hour. Meanwhile, cut the lettuce and onions, cook the vegetables separately with a little oil and broth. When cooked, add salt and blend until smooth and thick creams two mounting them adding some olive oil, as you make mayonnaise.
Serve the meatballs on a bed by the optical effect created with the two creams of vegetables.

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Arriva finalmente a Torino il Taste&Match, l’evento che si è già svolto con successo a Roma, Milano e Venezia. Otto foodblogger che prepareranno i piatti da abbinare ad altrettanti vini selezionati da Fernando di Winexplorer, organizzatore dell’evento.

L’appuntamento è per giovedì 5 aprile 2012 nei bellissimi spazi di Qubì, via Parma 75/c Torino.

Una cena informale durante la quale i partecipanti potranno assaggiare 2 antipasti, 2 primi, 2 secondi e 2 dolci degustando il vino adatto ad ognuno, con l’opportunità di conoscerci e parlare di buon cibo e ottimo vino.

Oltre a me, che preparerò uno dei secondi piatti, le altre componenti del team saranno:

Il costo della serata è di 30 €, la prenotazione è obbligatoria e vi conviene affrettarvi, perché il numero dei partecipanti è limitato!

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